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Data del comunicato:
25/05/2010
Tabacco: negoziati internazionali mettono a rischio la produzione in Italia
Dichiarazione del segretario nazionale Uila Uil Pietro Pellegrini Dopo le gravi ricadute occupazionali ed economiche provocate dall’Ocm tabacco del 2004 il settore tabacchicolo è nuovamente minacciato. L’Ue dovrà definire nei prossimi giorni la propria posizione in vista della discussione delle linee guida che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sta definendo nell’ambito della Convenzione quadro sul controllo del tabacco. Il gruppo di lavoro che definirà le linee guida, sugli articoli 9 e 10 della Convenzione, sarà coordinato da Unione Europea e Canada. Il timore della Uila, condiviso da tutte le rappresentanze del settore, ed oggi espresso durante l’audizione alla commissione agricoltura del senato alla presenza dei senatori Alfonso Andria, Colomba Mongiello, Maria Teresa Bertuzzi e Giacomo Santini, è che all’interno delle linee guida per la Convenzione Oms prevalga la posizione del Canada che recentemente ha approvato una legge che vieta l’utilizzo degli ingredienti nella produzione di tabacco. Allo stesso tempo la Commissione Europea insieme ai 27 stati membri devono definire i contenuti della revisione della Direttiva che regola il mercato comunitario dei prodotti del tabacco, anche qui, tra i temi in oggetto c’è la proposta di vietare gli ingredienti utilizzati in manifattura. “Se venisse approvato anche uno solo di questi provvedimenti” ha commentato Pietro Pellegrini, segretario nazionale della Uila “ci sarebbero gravissime ricadute occupazionali per il settore che coinvolge in totale 200 mila lavoratori. Verrebbe infatti bandito il Burley, una delle tipologie di tabacco principali in Italia, e si impedirebbe la produzione di sigarette con le miscele American Blend che oggi rappresentano oltre il 95% del mercato finale italiano, che porta nelle casse dello Stato 13miliardi di Euro ogni anno”. “È inaccettabile” ha concluso Pellegrini “un divieto generalizzato e senza basi scientifiche che avrebbe come effetto la distruzione totale di un sistema economico irrinunciabile per l’Italia, mettendo sul lastrico migliaia di famiglie, con gravi effetti sulla bilancia commerciale e dirottando il mercato ad approvvigionarsi di tabacchi in altre parti del mondo”.
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