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Data del comunicato:
16/06/2010
Unilever: nulla si è firmato perché nulla c’era da firmare
Dichiarazione del segretario nazionale della Uila Giampiero Sambucini “A correzione di quanto erroneamente affermato in questi giorni le organizzazioni sindacali Fai-Flai-Uila non hanno firmato alcun accordo con la Unilever sulla cessione dello stabilimento di Cisterna di Latina e del marchio Findus semplicemente perché nulla c’era da firmare”. È quanto ha dichiarato il segretario nazionale della Uila, Giampiero Sambucini facendo seguito ad alcune dichiarazioni apparse sulla stampa di oggi. “Nella giornata di ieri presso l’Unione industriali di Roma si è semplicemente conclusa la procedura di esame congiunto prevista dalla legge 428 del 1990” ha precisato Sambucini “e, in quella sede, sindacato ed impresa hanno affidato all’Unione industriali il compito di certificare l’avvenuto esperimento di tale procedura”. “Nel merito” ha proseguito Sambucini “la Uila ha fortemente insistito ed insisterà in ogni sede e con ogni mezzo perché nel momento in cui il marchio e lo stabilimento saranno ceduti ad un acquirente davvero terzo rispetto a Unilever (al momento la società che rileva l’una e l’altro è interamente posseduta da Unilever) il sindacato sia messo in condizioni di confrontarsi con l’acquirente finale il quale soltanto può e deve dare le garanzie occupazionali commerciali e industriali indispensabili a garantire lo sviluppo futuro dello stabilimento”. “Questo” ha concluso Sambucini “è quanto la Uila ha sostenuto nel corso della procedura di esame congiunto per garantire la continuità del posto di lavoro e lo sviluppo produttivo di un’attività che dà lavoro a più di 650 persone”.
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