Comunicati Uila

Lavoro, sempre meno le donne in agricoltura. Rafforzare ecosistema di tutele e costituire Osservatorio nazionale delle donne nella filiera agroalimentare

Dichiarazione della segretaria generale Uila Uil Enrica Mammucari e della Responsabile nazionale per le pari opportunità Raffaella Sette

“Nell’anno che la Fao ha dedicato alle donne contadine, vogliamo sottolineare il pesante divario che nel corso degli ultimi 10 anni si è generato tra uomini e donne nel settore agricolo e lanciare l’allarme sul blocco quasi totale del ricambio generazionale: le giovani donne non entrano più in agricoltura o ne escono precocemente e senza un’inversione di tendenza si rischia una presenza sempre più residuale. Un’agricoltura che “lascia indietro” la propria componente femminile rinuncia a una parte connaturata alla propria storia e, soprattutto, rinuncia alla sua futura sostenibilità sociale.”

Lo dichiarano la segretaria generale Uila Enrica Mammucari e la Responsabile nazionale pari opportunità Raffaella Sette, in occasione del Coordinamento nazionale pari opportunità, riunitosi a Roma in vista della celebrazione della Giornata internazionale delle donne, commentando i dati appena pubblicati nel Bollettino agricolo Cres, centro studi Uila. Nel decennio 2014-2024 la riduzione della forza lavoro femminile è stata di oltre 6 punti percentuali, in rapporto a quella maschile, vale a dire che sono scomparse quasi 60.000 lavoratrici. Inoltre, nel 2024 è diventata strutturale la fascia di donne “over 60”, che nel 2014 rappresentava una quota marginale, mentre è scesa al 32,7% la percentuale tra 21 e 40 anni.

“Il calo costante della presenza femminile in agricoltura è il campanello d’allarme di un mercato del lavoro sempre più declinato al maschile che non riesce a conciliare le esigenze vita-lavoro e crea nuove barriere d’ingresso e di permanenza, ampliando progressivamente il divario. È dunque necessario definire un sistema di “welfare rurale” che sia adeguato a rispondere alle specifiche esigenze di genere, con l’obiettivo di arginare la fuga verso altri settori e rendere il settore più attrattivo, anche per i giovani, e lontano da forme di violenza e sfruttamento che ancora oggi ne caratterizzano alcuni segmenti” proseguono Mammucari e Sette.

“Grazie al forte impegno delle parti sociali nella contrattazione e nella bilateralità sono state individuate misure concrete ed avanzate di welfare. E’ necessario però un ulteriore passo in avanti” insistono Mammucari e Sette per poi aggiungere: “ad un anno dall’iniziativa “La filiera delle donne dell’agroalimentare” organizzata dalla Uila a Firenze, rilanciamo la proposta di creare un Osservatorio nazionale delle donne della filiera agroalimentare che coinvolga la rappresentanza sindacale e datoriale di tutti i comparti per orientare ulteriormente la contrattazione e la bilateralità verso un modello sociale di lavoro equo e sostenibile per tutti, indipendentemente dal genere di appartenenza. Una sinergia che, attraverso la condivisione di dati relativi all’occupazione femminile e delle attività dei diversi osservatori ed enti bilaterali dell’agroalimentare, supportata da attività di ricerca, non solo moltiplichi le buone prassi, ma elabori proposte e promuova iniziative congiunte nei confronti dei decisori politici a tutti i livelli.”

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