“La tragedia del bracciante di 19 anni morto mentre raccoglieva pomodori nel cremonese è l’ennesimo esempio del fatto che, nonostante i nostri ripetuti allarmi, siamo ancora lontani dal rendere la cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro una priorità”.
Lo dichiara la segretaria nazionale della Uila, Alice Mocci, esprimendo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore rumeno stroncato da un malore in una giornata segnata dal caldo intenso.
“È sempre più necessaria la formazione pratica degli addetti e la creazione di consapevolezza dei rischi e pericoli sul luogo di lavoro, inclusi quelli legati ai cambiamenti climatici. Ribadiamo l’importanza di rafforzare il confronto tra le parti sociali e la contrattazione territoriale, favorendo la sottoscrizione di ordinanze regionali e protocolli territoriali che tutelino i lavoratori tenendo conto delle esigenze produttive. Ordinanze e protocolli devono, tuttavia, essere applicati con senso di responsabilità, perché gli eventi atmosferici non rispettano calendari e orari”.
“La formazione” aggiunge Mocci “vale quanto un dispositivo di protezione. Per questo chiediamo che venga riconosciuta alle organizzazioni sindacali la possibilità di svolgere assemblee informative anche nelle piccole aziende agricole e in quelle prive di iscritti. Fare vera prevenzione significa raggiungere i lavoratori prima che accada una tragedia. L’Ente Bilaterale Agricolo può diventare il luogo di coordinamento di questa attività, per favorire la programmazione delle assemblee, promuovere campagne informative sui rischi legati al caldo e alla sicurezza, raccogliere le comunicazioni delle imprese terziste impegnate nelle campagne di raccolta e condividerle con gli organismi competenti”.
“Con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi di salute e sicurezza, la Uila ha avviato da oltre un anno la Campagna dei diritti che, oltre a organizzare assemblee pubbliche e corsi di formazione per lavoratrici e lavoratori, porta avanti ricerche scientifiche per trovare soluzioni concrete per le aziende che aderiscono al progetto. Nell’ambito di questa ricerca pluriennale stiamo analizzando tutti i rischi delle attività produttive nel settore agroalimentare: da quelli legati al sovraccarico biomeccanico fino a quelli connessi ai cambiamenti climatici, con un focus particolare su quelli da esposizione al calore”.
“Continuiamo a chiedere – conclude la segretaria nazionale- che la battaglia Zero morti sul lavoro, che da anni combattiamo al fianco della Uil, diventi la priorità dell’agenda politica delle istituzioni nazionali e territoriali”.
