Comunicati Uila

Equal pay day, da oggi le donne lavorano senza guadagnare. Parti sociali cerchino insieme soluzioni per equilibrio vita privata-lavoro

Dichiarazione della Segretaria generale della Uila-Uil Enrica Mammucari e della responsabile nazionale pari opportunità Raffaella Sette

“Il contributo delle donne al mondo del lavoro può e deve essere un motore di cambiamento e crescita per tutta la società. La giornata di oggi ci ricorda che non dobbiamo stancarci di cercare soluzioni concrete per ridurre il divario salariale di genere, ancora esistente, che penalizza le donne in modo importante. Un obiettivo raggiungibile per la Uila, soprattutto se sindacato, imprese e istituzioni lavorano insieme per individuare misure che permettono alle donne di trovare un giusto equilibrio tra l’ambito familiare e quello lavorativo.”

Lo dichiarano Enrica Mammucari, segretaria generale Uila e Raffaella Sette, responsabile nazionale pari opportunità commentando la data del 17 novembre, che segna simbolicamente l’Equal Pay Day per evidenziare che le lavoratrici europee lavorano circa un mese e mezzo all’anno gratis rispetto ai colleghi uomini.

“Secondo i dati Istat la media nazionale delle retribuzioni nel settore privato si attesta a 79,8 euro al giorno lordi per le donne contro 107,5 per gli uomini, generando un disequilibro retributivo del 25%” ricordano Mammucari e Sette. “Le differenze retributive non emergono certo dalle tabelle contrattuali, ma trovano la loro motivazione nel contesto sociale e nell’ambiente familiare: le donne, infatti, essendo maggiormente impegnate nel lavoro non retribuito di cura della famiglia, vengono penalizzate a causa di un numero inferiore di ore lavorate, dovendo scegliere attività con orari più brevi, part time, non potendo svolgere turni maggiorati o straordinari, né partecipare ai percorsi di formazione. Un circolo vizioso che espone le donne a una maggiore povertà e ha effetti anche sulla curva demografica del nostro Paese.”

“La Uila attraverso la contrattazione, nazionale e territoriale, e la bilateralità in ogni settore dell’agroalimentare persegue soluzioni efficaci per migliorare la conciliazione vita privata-lavoro, superare le differenze uomo/donna nelle opportunità di accesso e permanenza nel lavoro nonché per attutire l’impatto della maternità rispetto alle carriere. L’insieme di queste norme contrattuali e bilaterali sono un patrimonio che rendono il sistema agroalimentare un modello avanzato, in cui vengono coniugati interessi diversi, in un’ottica di collaborazione e partecipazione” concludono Mammucari e Sette. “La Uila è convinta che oggi i tempi siano maturi per compiere un ulteriore passo in avanti intervenendo in modo strutturale verso la promozione di una reale parità tra donne e uomini nel mondo lavorativo.”

 

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