Dichiarazione della Segretaria generale della Uila-Uil Enrica Mammucari
“Esprimiamo forti perplessità sul via libera all’accordo commerciale UE-Mercosur nel quale i grandi assenti sono i diritti dei lavoratori agricoli: il testo, infatti, non riconosce il principio di reciprocità sul piano sociale e non contribuisce a migliorare gli standard del lavoro nei paesi del Mercosur”.
Lo afferma Enrica Mammucari, segretaria generale Uila, in merito all’intesa raggiunta questa mattina dalla maggioranza dei Paesi Ue e che prevede l’istituzione del libero scambio tra l’Unione Europea e il gruppo Mercosur composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
“Siamo sempre stati convinti che gli accordi di libero scambio rappresentano l’occasione per innalzare gli standard di qualità del lavoro e non uno strumento per determinare il rischio di dinamiche di mercato che si reggono sullo sfruttamento, rendendo il cibo tossico. Siamo infatti convinti che la guerra al prezzo più basso si regge sulla mortificazione dei diritti del lavoro penalizzando non solo il reddito degli agricoltori, ma, soprattutto, la dignità di chi produce i prodotti alimentari.”
“Nell’accordo mancano misure di salvaguardia vincolanti per la tutela ed il riconoscimento dei medesimi diritti tra chi produce e lavora in Europa e chi vive in paesi in cui il rispetto delle Convenzioni OIL rimane debole e non vengono rispettati i diritti umani, consentendo anche il lavoro minorile” prosegue la segretaria generale “In questo modo, si faciliteranno episodi di dumping sociale, forti disuguaglianze e concorrenza sleale.”
“Non ci stancheremo mai di ripetere che tutte le merci che entrano in Europa devono essere prodotte nel rispetto degli stessi standard sociali, ambientali e produttivi osservati dagli agricoltori Ue per garantire anche una concorrenza leale tra le imprese” aggiunge Mammucari. “E’inaccettabile dimenticare la reciprocità sociale. Così non si difende il reddito degli agricoltori ma si rischia solo di far scivolare più in basso il valore del lavoro agricolo. Per questo” conclude “saremo al fianco dell’Effat per difendere un’Europa che sta dalla parte del lavoro agricolo e sostenere l’agricoltura che non può essere sacrificata a vantaggio di altri settori”.
