Comunicati Uila

Emergenza caldo, evitare morti come quella di Ahmed rafforzando contrattazione, ordinanze regionali e protocolli territoriali

Dichiarazione della Segretaria nazionale Uila Alice Mocci e del Segretario regionale Uila Sicilia Enzo Savarino

“Ahmed era un nostro iscritto ed è stato stroncato da un malore mentre, come ogni giorno, faticava in una serra del Siracusano. Nel suo nome, chiediamo risposte. Non abbiamo la bacchetta magica per impedire simili tragedie, ma possiamo intervenire con maggiore incisività per prevenirle. Ribadiamo la necessità di rafforzare il confronto tra le parti sociali e la contrattazione a livello territoriale, così come è stata portata avanti negli ultimi anni, favorendo la sottoscrizione non solo delle ordinanze regionali, ma soprattutto dei Protocolli territoriali all’interno dei quali vanno potenziate le misure concrete in materia di prevenzione e volte a favorire un’organizzazione del lavoro che coniughi la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori con le necessità produttive”.

Lo dichiarano la segretaria nazionale della Uila, Alice Mocci, e il segretario regionale della Uila Sicilia, Enzo Savarino, esprimendo profondo cordoglio per la tragica morte per arresto cardiaco di Ahmed Belkihal, il bracciante agricolo sessantunenne, di origine algerina, che lavorava in una serra di pomodori a Pachino, nel Siracusano.

“Mentre ci rimettiamo con fiducia a magistratura e forze dell’ordine per chiarire le ragioni della morte di Ahmed, vogliamo ricordare che la sicurezza sul lavoro è un diritto-dovere su cui non si possono concedere sconti e su cui siamo tutti chiamati a non abbassare mai la guardia. Accanto, quindi, alla necessaria intensificazione dei controlli per garantire il pieno rispetto delle misure anticalore, previste nelle ordinanze regionali a tutela di tutte le lavoratrici e i lavoratori, chiediamo al presidente della Regione un chiarimento urgente per stabilire se la produzione in serra rientri nei lavori agricoli a rischio shock termico” aggiungono Mocci e Savarino. “Non basta, però, un’ordinanza a salvare la vita delle operaie e degli operai esposti nello svolgimento delle attività agricole alle elevatissime temperature. Siamo, infatti, convinti che gli imprenditori siano comunque tenuti al rispetto delle prescrizioni contenute nel testo unico su salute e sicurezza dei lavoratori che indica, tra gli obblighi aziendali, la valutazione del rischio-microclima per l’adozione di ogni misura utile a eliminare o limitare le minacce da stress termico”.

“La Uila ribadisce la piena disponibilità al dialogo e al confronto con tutte quelle aziende sane che si impegnano a rispettare i contratti e a garantire dignità e salute dei lavoratori” concludono i segretari. “In tal senso, sottolineiamo la necessità di un cambio di passo a tutti i livelli per continuare a rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, intervenendo con misure concrete che tutelino la salute e la sicurezza dei lavoratori puntando all’obiettivo zero morti sul lavoro”.

Articoli Correlati