Comunicati Uila

Lavoro agricolo, nel 2025 “cambia pelle”. Rinnovo Ccnl per dare risposte ai nuovi bisogni del mercato

Dichiarazione della Segretaria generale Uila Enrica Mammucari
“L’analisi degli elenchi anagrafici 2025 ci consegna l’immagine di un’agricoltura italiana in costante cambiamento e che rappresenta la somma di numerose specificità territoriali ognuna con bisogni differenti: pur mantenendosi sostanzialmente stabile il numero complessivo dei braccianti impiegati nel comparto, aumentano, invece, in maniera significativa le giornate lavorate che, per la prima volta, arrivano a superare il tetto delle 100 giornate annue pro capite. Un segnale che, unito al calo del 4,5% degli operai che lavorano meno di 10 giornate, può segnare la tendenza ad una maggiore professionalizzazione dei lavoratori e, di conseguenza, ad un’apertura verso rapporti più strutturati e fidelizzazione alle imprese. Un mercato del lavoro che sta “cambiando pelle” e che vede una sempre maggiore presenza della componente dei lavoratori nati all’estero, aumentati di quasi il 6% nel numero e di più del 9% per le giornate lavorate, che sono ormai un pilastro del Made in Italy”.
E ‘quanto dichiara la segretaria generale Uila Enrica Mammucari commentando i dati dell’analisi effettuata dal Cres, centro studi della Uila, sugli elenchi anagrafici 2025 dei lavoratori agricoli pubblicati in questi giorni dall’Inps. Dai dati emerge, tra le altre cose, che gli OTD (operai a tempo determinato) sono cresciuti dello 0,5% (903.107, circa + 4.500), mentre lo sforzo produttivo in agricoltura ha visto 2,3 milioni di giornate aggiuntive (+2,6%).
“Lo scenario che ci restituiscono i numeri è fatto di luci ed ombre” aggiunge Mammucari. “L’agricoltura si presenta infatti sempre più anziana e connotata al maschile, con la componente dei lavoratori over 60 che aumenta del 4,9% mentre, dall’altra parte, la presenza femminile si riduce al 31,4% del totale con una perdita di oltre 5.800 lavoratrici”. “In poche parole, i dati sono ben chiari nel definire le sfide e le priorità che il settore ha di fronte a sé. Innanzitutto, quando quasi un lavoratore su due parla una lingua straniera risulta evidente che non è più rinviabile la piena integrazione di questi lavoratori nel mercato, valorizzandone il ruolo e trovando risposte alle specifiche esigenze. E’ necessario poi rendere attrattivo il settore ed attivare un reale ricambio generazionale, se consideriamo che più di un lavoratore su dieci è over 60, e al tempo stesso dobbiamo superare la tendenza del comparto ad espellere l’occupazione femminile potenziando un “welfare rurale” sempre più indispensabile” continua Mammucari.
“Se i problemi sono di fronte agli occhi di chi ha la voglia di studiare seriamente e senza preconcetti ideologici un settore complesso come quello agricolo, le risposte alle sfide che attendono lavoratori ed imprese sono, allo stesso tempo, alla nostra portata” conclude la segretaria Uila. “Nella piattaforma presentata alle controparti per il rinnovo del CCNL degli operai agricoli a partire dal riconoscimento delle specifiche esigenze dei lavoratori nati all’estero, al potenziamento della bilateralità, così come attraverso la valorizzazione della continuità professionale abbiamo tracciato i percorsi virtuosi che, se portati avanti assieme in una vera alleanza di settore, possono dare quelle risposte efficaci e positive che l’agricoltura italiana merita”.

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